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28 Giugno 2024 •   

Nella stanza di... Agatha Christie

E se vi dicessimo che la regina indiscussa del giallo amava congegnare le trame dei suoi romanzi immersa nella vasca da bagno? Ad Agatha Christie capitava di scrivere un po' ovunque, perfino in una tenda durante un viaggio in Medio Oriente. Le sue storie sono costruite intorno a enigmi complessi e ben progettati, con indizi disseminati abilmente, quasi a sfidare il lettore a risolvere il mistero prima del colpo di scena finale. Ma dove scriveva queste storie? Aveva una “stanza tutta per sé”?

“Il momento migliore per pianificare un libro è mentre si lava i piatti.”

Il più delle volte a Christie bastava un tavolo robusto e la sua fidata Remington Victor T per dar vita alle sue opere letterarie. Anche se diceva di non aver mai avuto un posto fisso dove scrivere, ogni sua casa londinese aveva una stanza dedicata al lavoro. A Sheffield Terrace, dove visse tra il 1934 e il 1941 con il suo secondo marito, Agatha aveva uno studio che fungeva da rifugio creativo, con uno splendido Steinway a coda, un tavolo ampio e massiccio, una sedia con schienale rigido, un divano e una poltrona per rilassarsi. Qui compose "Assassinio sul Nilo", "Assassinio in Mesopotamia" e una parte di "Assassinio sull'Orient Express". Quest’ultimo, infatti, pare sia stato scritto al Pera Palace Hotel di Istanbul, nella camera 411, oggi trasformata in un santuario in suo onore.

Ma la casa che viene associata più spesso alla madre di Hercule Poirot e Miss Marple è Greenway House, nel Devon. Questa residenza per le vacanze estive, con una vista mozzafiato sul fiume Dart, ha ispirato l'ambientazione de "La sagra del delitto", pubblicato nel 1956. Qui, tra i suoi amati giardini, Christie si dedicava alla scrittura, caratterizzata da una prosa semplice e diretta, dialoghi vivaci e un ritmo sempre incalzante.

Un episodio davvero misterioso della sua vita avvenne nel dicembre del 1926, quando scomparve improvvisamente per undici giorni. La sua auto fu ritrovata abbandonata in fondo a un dirupo, con i freni non inseriti. La notizia scatenò il panico: oltre mille agenti di polizia, quindicimila volontari e diversi aerei si mobilitarono per cercarla. Venne ritrovata sana e salva all'Hotel Swan Hydropathic di Harrogate, sotto il falso nome di Theresa Neele. Non ricordava nulla di quanto accaduto, e si parlò di amnesia. Tuttavia, secondo alcune ricostruzioni, Agatha avrebbe pianificato la sua scomparsa per vendicarsi del marito, che l'aveva tradita con la segretaria. Questo episodio rimane uno dei più grandi misteri della sua vita, mai risolto del tutto, e sembra uscito direttamente dalle pagine di uno dei suoi romanzi.

“La vita ha spesso una trama pessima. Preferisco di gran lunga i miei romanzi.”

Immaginando lo spazio in cui scriveva, cosa vediamo?

Immagine creata con l'intelligenza artificiale da Giulia @lettereleggere

Nella stanza di Agatha Christie si può avvertire il fascino dei suoi viaggi. Applique o lampadari in vetro e ottone dorato, di ispirazione déco, che evocano gli chandelier della hall del Pera Palace Hotel, Instanbul. E ancora quadri e stampe, sovrapposizioni di cornici, qualche paesaggio e foto, in una vera e propria galleria di ricordi appesa alle pareti. Gli specchi di modeste dimensioni, riflettono le tonalità del verde e del bianco del giardino oltre la finestra a bovindo. Un divano in pelle scura, addolcito da cuscini in tartan color verde, sembra fare l’occhiolino, promettendo comodità. Ma è sulla poltrona in velluto che si indirizza lo sguardo: su  alcuni appunti abbandonati e un tazza di tè bevuta per metà appoggiata sul tavolino accanto. Qualcuno deve averla posata in fretta. La sedia in legno, rigida e austera, infatti  è occupata. Il rumore dei tasti della macchina da scrivere martella ritmico, ordinato, zittendo il soffio della brezza primaverile. Un nuvolone che si riflette sul fiume poco lontano, scurisce la stanza. La scrittrice non perde tempo, accende una lampada da scrivania in vetro verde, la luce sembra spezzarsi in mille schegge. Le sue dita continuano a scrivere velocemente ciò che la mente sta dettando: cosa sta per succedere?

Come avere uno spazio ispirato ad Agatha Christie?

Archireaders - Vision board per una stanza ispirata ad Agatha Christie
Archireaders - Vision board per una stanza ispirata ad Agatha Christie

Un mix di stili. La vita ricca della scrittrice, i viaggi e la conoscenza dei luoghi descritti nei suoi gialli, hanno costruito il suo stile personale, intrecciando spesso Oriente e Occidente. Non avere paura di fare questa scelta per la tua stanza: la giustapposizione di oggetti e arredi di ispirazioni diverse è un racconto fisico della tua personalità e contribuisce a renderla tridimensionale.

Carta da parati. Le origini inglesi di Christie, ma soprattutto le case in cui ha abitato, possono essere ricordate attraverso questo semplice trucco. La wall-paper o carta da parati, soprattutto a tema botanico o naturalistico, è un must-have per una stanza ispirata alle atmosfere inglesi in cui si è mossa la scrittrice. Se non hai un “rifugio creativo” vero e proprio, perchè non provare a personalizzare la parete dietro la tua scrivania, con una pure acorn di William Morris?

Tessuti. Il tweed, famoso per essere durevole e consistente, è un tessuto interessante da usare per la tappezzeria. È possibile utilizzarlo come fodera per i cuscini di una poltrona, tinta unita o in fantasia plaid: evoca all’istante fresche serate passate alla macchina da scrivere.

Fiori freschi. Abbiamo visto che ad Agatha Christie piaceva aggirarsi nel lussureggiante giardino, a Greenway House, Devon. Si può quasi scommettere che raccogliesse fiori per la sua casa, rimirando il fiume Dart. Forse una volta rientrata li posizionava in un vaso di ceramica color avorio, e sedeva alla scrivania a tratteggiare i personaggi di uno dei suoi capolavori.

“Nessun artista può sentirsi appagato solo dall’arte.
C’è il naturale desiderio di rendere nota la propria maestria.”

Playlist dell'articolo

Poirot's Theme - Agatha Christie's Poirot


Scritto in collaborazione con Giulia Giarola, scrittrice ed editor, progettista di mondi narrativi e fondatrice del Carver Club, Verona. Scopri di più su di lei e sul suo lavoro qui.

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